Ogni anno Wizz Air lancia un concorso che fa sognare migliaia di viaggiatori: Let’s Get Lost, l’iniziativa che invita a partire verso una destinazione misteriosa, senza sapere dove andrai fino all’ultimo momento.
Il funzionamento è semplice: si compila un modulo, si segue il regolamento del contest e si racconta — con parole, immagini o video — un tema e quello di quest’anno era un’idea di viaggio capace di uscire dalle solite rotte turistiche.

L’edizione di quest’anno aveva un tema che mi rappresenta alla perfezione: viaggi fuori dalle mete più battute, lontani dal turismo di massa.
Nel mio racconto ho parlato di destagionalizzazione e Finlandia, di come tendiamo tutti a partire negli stessi mesi e verso le stesse destinazioni, dimenticando che anche l’estate può essere magica al Nord, tra foreste infinite, laghi silenziosi e giornate che sembrano non finire mai.
Pochi giorni dopo aver inviato la mia candidatura, arriva il messaggio che non mi aspettavo: “Sei tra i vincitori del contest Let’s Get Lost.”
E così, senza sapere dove mi avrebbe portata questa volta il destino, mi sono ritrovata con un biglietto in mano per una destinazione sconosciuta, che avrei scoperto solo all’atterraggio.
Quando l’aereo è atterrato, ho scoperto la meta: Chișinău, capitale della Moldavia.
La Cantina di Cricova
Dopo circa due ore e mezza di volo da Fiumicino, atterriamo a Chișinău nel primo pomeriggio. Superati i controlli, saliamo subito sul pullman: la nostra prima tappa è una delle esperienze più iconiche della Moldavia — le Cantine di Cricova.
A pochi chilometri dalla capitale, si trova una vera e propria città sotterranea del vino, con oltre 120 chilometri di gallerie scavate nel calcare. Qui, a partire dagli anni ’50, sono state ricavate le cantine dove oggi riposano milioni di bottiglie di spumante e vino moldavo.
Cricova è una sorta di labirinto magico: le strade sotterranee hanno nomi come Cabernet, Pinot o Sauvignon, e i visitatori si spostano in mini-car o trenini elettrici, circondati da botti e pareti di pietra umida.

La leggenda vuole che persino Yuri Gagarin, il primo uomo nello spazio, si sia “perso” qui durante una degustazione memorabile negli anni ’60.
Oggi Cricova è considerata uno dei simboli dell’enoturismo dell’Europa dell’Est: un luogo dove il tempo sembra rallentare, e dove ogni bicchiere racconta la storia di una tradizione antica e sorprendentemente raffinata.
Dopo aver percorso i lunghi corridoi sotterranei, illuminati da luci calde e profumo di legno e uva, siamo stati accolti con una visita guidata alle sale storiche di Cricova.

La visita si è conclusa nel modo migliore possibile — con una degustazione di vini locali e piatti tipici: che accoglienza meravigliosa che ci ha donato la Moldavia.
Tra calici di spumante, formaggi, salse e piccoli assaggi della tradizione moldava, abbiamo avuto il primo vero assaggio di quella che sarebbe stata la costante del viaggio: ospitalità autentica, sapori intensi e un’accoglienza genuina che ti fa sentire subito parte del posto.

Dopo la degustazione, ci trasferiamo nell’hotel che ci avrebbe accolti per tutto il weekend: il Jolly Alon, un elegante quattro stelle situato nel cuore di Chișinău.
Anche qui l’ospitalità moldava si fa subito sentire: al nostro arrivo troviamo in camera un cesto di frutta e primizie locali, un piccolo gesto che profuma di casa e che riassume perfettamente il calore di questo Paese.
Una coccola inaspettata dopo una giornata intensa, il modo ideale per concludere il primo giorno di questo viaggio “a sorpresa”.

I segreti dei monasteri rupestri di Orheiul Vechi e il punto panoramico più fotografato della Moldavia.
La mattina successiva ci svegliamo presto, pronti a partire in direzione Butuceni e Orheiul Vechi. Questo sito storico e archeologico si trova lungo le gole del fiume Răut, a circa 60 km a nord-est di Chișinău, ed è considerato uno dei luoghi più suggestivi della Moldavia.

Qui scopriamo la maestosità dei monasteri rupestri moldavi, scolpiti nella roccia dai monaci ortodossi nel XIII secolo. La nostra guida ci fa partecipare a un piccolo rito propiziatorio, un’esperienza suggestiva che ci immerge ancora di più nella spiritualità del luogo.

Proseguiamo poi verso una chiesa ortodossa dai colori vivaci, un vero gioiello architettonico che contrasta con le tonalità naturali delle colline circostanti.

È arrivato il momento del pranzo in un ecoresort, dove ci aspetta ancora una volta cibo e vino a volontà, perfetto per ricaricare le energie.
Dopo questa pausa, siamo pronti a tornare in hotel e prepararci per il tardo pomeriggio, ancora ricco di sorprese e nuovi scorci da esplorare.

Castel Mimi e VinOpera: tra storia, eleganza e vini pregiati della Moldavia.
Nel pomeriggio, ci dirigiamo verso la stazione ferroviaria di Chișinău, dove saliamo a bordo del suggestivo treno VinOpera, un’esperienza unica che unisce il fascino del viaggio su rotaia alla scoperta dei tesori enologici e culturali della Moldavia. Il treno ci conduce attraverso paesaggi pittoreschi fino a Castel Mimi, situato nel villaggio di Bulboaca, a circa 40 km dalla capitale.

Castel Mimi è una cantina storica fondata nel 1893 da Constantin Mimi, un noto enologo e politico moldavo. L’architettura del castello è ispirata allo stile neoclassico francese, con ampi giardini e una cantina sotterranea che si estende per oltre 60 chilometri. Dopo un’accogliente accoglienza, partecipiamo a un’apericena gourmet accompagnata da una selezione di vini pregiati prodotti direttamente nel castello.

La serata culmina con il festival VinOpera, un evento che celebra la musica classica in uno scenario mozzafiato. Sotto il cielo stellato, assistiamo a un concerto di arie d’opera eseguite da artisti di fama internazionale, tra cui soprani, tenori e baritoni, accompagnati da danzatori e musicisti. Il tutto è arricchito da una degustazione di vini locali.

Un giorno a Chișinău: tra spazi verdi e la casa museo di Puškin.
L’ultimo giorno ci stacchiamo dal gruppo principale: da grande amante della letteratura, non potevo assolutamente perdere l’occasione di visitare la casa museo di Puškin, situata nei dintorni di Chișinău.

Il poeta russo vi trascorse tre mesi di esilio, tra il 1820 e il 1823, e la sua permanenza qui lasciò tracce importanti nella sua produzione letteraria. Visitando la casa museo, si percepisce ancora il fascino di quel periodo: manoscritti, mobili d’epoca, ritratti e oggetti personali ci raccontano la vita quotidiana di Puškin e il suo legame con la città che, seppur breve, segnò la sua storia e la sua creatività.
Ogni stanza racconta una storia: dal salotto dove amava intrattenere gli ospiti, alla biblioteca con volumi antichi, fino al giardino curato, che sembra fermo nel tempo.
Per me, visitare la casa museo di Puškin non è stata solo un’esperienza culturale, ma un incontro intimo con la storia della letteratura, un modo perfetto per chiudere il viaggio in Moldavia con ispirazione e meraviglia.
Dopo la visita alla casa museo di Puškin, ci concediamo un pranzo veloce presso la catena di cibo tipico La Plăcinte, a un prezzo davvero bassissimo. Qui assaggiamo alcune specialità locali, tra cui la plăcintă, un piatto tradizionale simile a una focaccia ripiena; la nostra preferita è quella ripiena di patate, semplice ma gustosissima. A completare il pasto, non può mancare la verdura cruda, amatissima dai moldavi, che accompagna ogni piatto con freschezza e colore. Consiglio assolutamente di provarla a chiunque voglia assaporare un pezzo autentico della cucina moldava senza spendere troppo.

Dopo pranzo, ci dirigiamo verso il centro di Chișinău per una passeggiata tra strade eleganti e piazze animate. Tra i punti più suggestivi spicca la bellissima fontana di Scara Cascadelor, con le sue cascate d’acqua illuminate e i giochi di luce che creano un’atmosfera magica, perfetta per una foto ricordo.

Proseguendo lungo il fiume Bîc, scopriamo una delle statue più piccole al mondo dedicate al Piccolo Principe, nascosta tra i parchi cittadini e i sentieri sul lungofiume. È un dettaglio piccolo ma sorprendente, che aggiunge un tocco poetico alla passeggiata e rende la città ancora più affascinante.

È ora di tornare in hotel e prepararsi per la notte: il viaggio sta per concludersi. Al mattino seguente, prenderemo l’aereo che ci riporterà in Italia, con il cuore ancora pieno di immagini, profumi e sapori della Moldavia.
Così si chiude un’esperienza unica, della quale sono eternamente grata: un viaggio che mi ha fatto scoprire un paese autentico, sorprendente e caloroso, lontano dalle solite mete turistiche, ma capace di lasciare ricordi indelebili.
Bonus consiglio di lettura: Le città invisibili di Italo Calvino è un viaggio immaginario attraverso luoghi che esistono solo nelle parole e nei ricordi di chi li racconta. Ogni città è una metafora dell’animo umano: un modo per parlare non dei luoghi che visitiamo, ma di come impariamo a guardarli.

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